PEDRO LUIS RAOTA

(Presidencia Roque Saenz Pena 1934 – Buenos Aires 1986)

Pedro Luis Raota è considerato il più grande fotografo argentino del ‘900 e per parlare delle sue immagini molti critici hanno chiamato in causa Caravaggio. In effetti, molti aspetti del suo lavoro fanno venire alla mente il grande artista lombardo. A partire dai soggetti che più frequentemente ritroviamo nelle foto di Raota. Spessissimo ritrae gente povera, nei suoi scatti si vedono piedi sporchi in primo piano, volti segnati, braccia abituate alla fatica. Ma è soprattutto l’uso della luce che porta a pensare a Caravaggio: quei raggi luminosi che bucano il buio e mettono in risalto la figura. C’è chi lo ha criticato per questo, sostenendo che calcava troppo la mano nel dare contrasto in fase di postproduzione. Ma sono propri questi contrasti a dare drammaticità alle sue immagini, a trasformare quelle persone, non importa se uomini o donne, vecchi o bambini, in stereotipi fuori dal tempo.

Quando si guarda una foto di Raota viene appunto da dire che sembra un quadro, in cui il messaggio va oltre il soggetto rappresentato. E’ stato paragonato, come si diceva prima, a Caravaggio, ma anche altri grandi della pittura possono venire alla mente. C’è un’immagine, ad esempio, che sembra fatta con la stessa ispirazione con cui Van Gogh dipinse “i mangiatori di patate”, nonostante la grande diversità dei soggetti rappresentati. E’ la foto in cui si vede una donna incinta seduta e un maschietto molto piccolo con il ciuccio in bocca che guardano una bambina poco più grande che versa dell’acqua calda in una tinozza, sui piedi della donna. Un momento banale di vita domestica, ma l’atmosfera ci dà tutto il senso dell’esistenza di coloro che si trovano ai margini, stretti dalla miseria e dalla fatica del vivere quotidiano. Impossibile datarla e anche indicare un luogo in cui collocarla. Si può solo intuire che siamo nel mondo contadino, quello da cui proveniva Pedro Luis Raota. Lavorava anche lui la terra quando era ragazzo e viveva nell’estremo nord dell’Argentina, finché vendette la sua bicicletta per comprarsi una macchina fotografica e iniziare una nuova vita.

Ma la fatica del lavoro è rimasto uno dei temi principali nel suo modo di guardare il mondo. La dignità della fatica la si trova nella donna anziana che tira a terra, da sola, una rete da pesca, e diventa quasi epica nello spaccapietre che a torso nudo impugna una enorme mazza in uno scenario infernale. Ma c’è un altro tema che risalta nella produzione di questo artista, anche questo riconducibile alla sua biografia. Raota è morto prematuramente, a 52 anni, nel 1986.

E l’Argentina, dal 1976 al 1983, ha conosciuto una delle dittature militari più feroci al mondo. Come non cogliere l’eco di quella tragica pagina della storia del suo paese nelle foto in cui compaiono i militari.

In uno scatto si vedono solo le sagome di soldati in marcia, mentre appare nitida la figura di una donna anziana dallo sguardo mesto, forse la madre di uno dei tanti “desaparecidos”. In altre foto, invece, Raota sembra voler schernire questi uomini in divisa, come quando tra dei soldati schierati ne coglie uno che sbadiglia in modo assai poco marziale. A Raota non faceva difetto il senso dell’umorismo, e sono tante le sue foto che fanno sorridere. Conosceva la tragedia, ma amava la vita e sapeva cogliere anche i momenti di felicità.

E c’è tanta vitalità nella sua foto più famosa, dove un ragazzino spara con tutta la sua forza un pallone verso l’obiettivo del fotografo.


Pedro Luis Raota is considered the greatest Argentine photographer of the ‘ 900 and speak of his images many critics have called into question. In fact, many aspects of his work do come to mind the great artist lombardo. Starting from topics that more frequently we find in Raota photos. Very often portrays poor people in his pictures are seen dirty feet in the foreground, faces marked, arms used to fatigue.
But it is above all the use of light that suggests a Caravaggio: those light rays that pierce the darkness and bring out the figure.
There are those who criticized him for this, claiming it was too his hand in giving contrast in postproduction.
But are these contrasts give drama to their images, to turn those people, whether male or female, old or young, timeless stereotypes. When you look at a picture of Raota is to say it looks like a painting, where the message goes beyond the subject represented.
It’s been compared, as was said before, in Caravaggio, but also other great painting may come to mind.
There is an image, for example, that seems to be made with the same inspiration with which Van Gogh painted “the potato eaters”, despite the great diversity of the subjects represented. It’s a picture where you see a pregnant woman and a boy sitting very little with the pacifier in mouth watching a child slightly larger pouring hot water in a VAT, on the feet of women. A trivial moment of domestic life, but the atmosphere gives us all a sense of the existence of those who find themselves at the margins, cramped by poverty and drudgery of daily life. Unable to date it and also indicate a place where place it. One can only guess that we are in the rural world, that it came from Pedro Luis Raota.
He worked the land when he was a boy and lived in the far north of Argentina, until he sold his bicycle to buy a camera and start a new life. But the fatigue of work remained a major theme in his way of looking at the world. The dignity of toil is in elderly woman pulling ashore, alone, a fishing net, and becomes almost epic in Stonecutter that shirtless wields a huge bat in a hellish scenario.
But there is another theme that stands out in the production of this artist, even this due to his biography. Raota died prematurely, at 52 years, in 1986. And Argentina, from 1976 to 1983, was one of the fiercest military dictatorships in the world. How not to catch the echo of that tragic page in the history of his country in the photos in which they appear in the military. In one click you can see only the silhouettes of soldiers marching, while appears in sharp focus the figure of an elderly woman with a rueful, perhaps the mother of one of the many “disappeared”.
In other photos, instead, Raota seems to scoff at these men in uniform, as when one of the soldiers deployed grasps a yawning so very UN-martial. He does not lack a sense of humor, and there are many pictures that make you smile. Knew the tragedy but loved life and knew grasp even the moments of happiness.
And there’s a lot of vitality in his most famous picture, where a kid shoots with full force a ball towards the photographer.

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