a cura di Viviana Di Leo – docente materia: Vita e opere dei grandi Maestri della fotografia

Robert Doisneau (1912-1994)

“Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”.

E’ stato uno dei più grandi fotografi del ‘900. Insieme a Henri Cartier-Bresson é considerato uno dei pionieri della fotografia di strada e di reportage. Suo é il bacio più famoso della storia della fotografia: “Bacio davanti all’Hotel de Ville”. La foto, scattata nel 1950 a Parigi, ritrae una coppia che si bacia in mezzo alla strada tra l`indifferenza dei passanti. Doisneau scatta dal tavolino di un caffé. A prima vista, sembra un’istantanea, nella realtà é una foto costruita; i due giovani sono davvero innamorati, ma Doisneau, che sta realizzando un servizio per la rivista Life, chiede loro di ripetere quel bacio. Trattandosi di due aspiranti attori di teatro, non hanno difficoltà a bissare il romantico gesto. Doisneau li paga cinquecento franchi e regala alla donna una copia autografata dell’immagine.

Quarantadue anni dopo, una coppia matura trascina Doisneau in tribunale sostenendo che la foto sia stata scattata senza la loto autorizzazione e che perciò hanno diritto ad un sostanzioso risarcimento. Ma gli va male, perché al processo si presenta la donna del bacio con in mano la copia autografata da Doisneau. L’immagine é già, in quel momento, una vera icona dell’amore, stampata in tutto il mondo; nel 2005 la donna la mette all’asta e in pochi minuti viene venduta per duecentomila euro.

Questa storia non ha mai messo in imbarazzo Doisneau, il quale ha sempre dichiarato che non tutte le sue foto sono vere istantanee.

“Io non fotografo la vita reale, ma la vita che mi piacerebbe che fosse”.

Tuttavia, le sue immagini, rigorosamente in bianco e nero, non hanno mai il sapore dell’artificioso e ci restituiscono situazioni reali. Doisneau ama riprendere la vita di strada, scene quotidiane nei tipici ambienti di Parigi: le sue immagini sono caraterizzate da una sincera e umoristica rappresentazione della vita parigina e del suo ambiente, ritraendo tutti gli strati della società, dai clochard agli artigiani, dai bambini che giocano (conferendo loro rispetto e serietà!) alle ragazze che prendono il sole, persone comuni e grandi artisti.

Nel ’52 gli viene commissionato da Vogue un servizio fotografico su Picasso in Costa Azzurra. Uno scatto in particolare ci mostra la genialità e la vena istrionica dell’artista, ma anche l’umorismo di Doisneau; il risultato é un ritratto buffo e originale dove due pani dalla strana forma si sotituiscono alle mani del pittore.

Altro ritratto interessante é quello dell’attrice francese Annie Fargue, in controluce e di profilo (1958). “A volte gli incontri vengono cercati, altri ci cadono addosso. Attendo. Attendo che gli attori vengano a recitare, non nel mondo qual é, ma nel quale desidero che sia”.

O il particolarissimo scatto dall’alto della ballerina classica Catherine Verneuil (1963); tre anni dopo Doisneau le dedica un libro fotografico.

Nato nel 1912, a sette anni rimane orfano. Studia fotografia, lavora dapprima come assistente del fotografo modernista Vigneau, poi come fotografo industriale alla Renault. Nel ’39 viene assunto dall’agenzia Rapho e vi rimane per circa cinquant’anni, nonostante le pressioni di Henri Cartier-Bresson di passare alla Magnum.

Durante la Seconda Guerra Mondiale lavora al fronte, poi torna a Parigi e, negli anni ’50 e ’60, fà carriera come freelance con le sue fotografie di strada che vende a Life e Vogue e collabora con scrittori come Prevert, di cui é amico. Come ebbe a dire qualcuno, osservando le immagini di Doisneau affiorano alla mente le poesie di Prevert. Per i suoi ritratti, Doisneau é stato definito un esponente della fotografia umanista.

Muore a Parigi nel 1994 a Montrouge, la periferia di Parigi in cui aveva vissuto da bambino.

Quest’anno l’Italia ha avuto modo di ammirare nuovamente i suoi scatti al Forte di Bard, in Valle d’Aosta. É al cinema, dal 19 Giugno, “La lente delle meraviglie”, un documentario sul grande artista.

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