EDWARD WESTON

(Highland Park 1886 – Carmel 1958)

Ci sono fotografi che non si accontentano della realtà così come appare ai nostri occhi e neppure di congelare in un fotogramma un attimo di vita. Sentono il bisogno di andare oltre, di trasfigurare le cose e le persone concrete che ci circondano per andare più in profondità, raggiungendo le vette espressive della pittura e della poesia. Uno di questi fotografi, uno dei primi, è senza dubbio Edward Weston.

Americano dell’Illinois, cominciò a fotografare giovanissimo, a sedici anni. All’inizio si dedicò ai ritratti, che faceva a domicilio, andando di casa in casa. In questo primo periodo seguiva il “pittorialismo”, cioè lo stile che tendeva a far sembrare le fotografie dei quadri, con un pesante intervento in camera oscura. Con i ritocchi, i fotografi cercavano di dare effetti pittorici alle immagini, e così, con il complesso di chi credeva che la fotografia fosse solo un’arte minore, si tradiva la naturalezza della fotografia. Inoltre, i ritratti che si facevano, con la figura umana che veniva messa in risalto con l’effetto flou dello sfondo, si somigliavano un po’ tutti. Però Weston era molto apprezzato e questo gli permise di trasferirsi in California dove aprì un suo studio. Fu in quel periodo che conobbe Tina Modotti, la giovane italiana che divenne ben presto la sua amante e che cominciò a collaborare con lui diventando anche lei una grande fotografa (abbiamo già raccontato in questa rubrica la vita e l’opera di questa italiana metà rivoluzionaria e metà artista, sempre ai massimi livelli).

E’ con Tina Modotti che Edward Weston si trasferì, nl 1923, in Messico. Vivevano facendo i loro ritratti, ma ebbero modo di entrare in un giro di grandi artisti, anche loro rivoluzionari. E’ di quel periodo il ritratto che fece a Frida Kahlo, la celeberrima pittrice messicana. Quelle frequentazioni influenzarono profondamente Weston, che finì per abbandonare lo stile e i soggetti che fino a quel momento avevano fatto la sua fortuna per avventurarsi su nuove strade. Rimase profondamente impressionato dalle avanguardie artistiche europee, in particolare dal cubismo, e il suo lavoro cambiò radicalmente. Niente più effetti pittorici, archiviato lo sfondo sfocato, Weston cominciò a fare foto estremamente semplici e naturali, caratterizzate da nitidezza e precisione. Cominciò così la sua ricerca della forma pura, al di là del tempo e del luogo: linee perfette, anche solo di un dettaglio del soggetto fotografato, trasformandolo così in qualcos’altro, in un’astrazione, in pura forma. Celebri i suoi nudi (Tina Modotti fu la sua prima modella), dove i corpi diventano un susseguirsi di curve, di pieni e di vuoti, di luce e di ombre. Il nudo più famoso è quello che ritrae la modella tutta ripiegata su se stessa, che sembra un blocco unico appena sbozzato. Ma qualche volta il fotogramma incornicia un semplice particolare del corpo, che quasi si fa fatica a riconoscere, oppure la modella è vista dall’alto mentre sta sdraiata sulla sabbia e sembra fluttuare per aria, in barba alla forza di gravità. In una foto si vede una donna nuda dietro ad una finestra, ma appare come se fosse sollevata da terra, la si vede tutta intera nel riquadro, con un effetto surreale. E una sensazione estraniante la dà anche la donna che galleggia immersa in un’acqua scura, con il corpo rigido e le gambe poggiate sul bordo della vasca: il ricordo di un sogno, alla Salvador Dalì.

Gli stessi effetti Weston riusciva a ottenerli fotografando delle conchiglie, o dei paesaggi desertici, o anche dei banali ortaggi. Conchiglie che sembrano vulve o che, aperte in due, mostrano la spirale interna che ricorda l’universo e che ipnotizza con il suo vortice. Ma con il suo obiettivo Weston riusciva a trasformare una foglia di cavolo in un elegante strascico da vestito, una lattuga tagliata a metà in un quadro psichedelico, un peperone in una scultura alla Henry Moore. Tutto ciò che scrutava l’occhio di Edward Weston si trasformava, diventava metafora della natura.

Nel 1926 tornò definitivamente in California e sviluppò questo nuovo stile raggiungendo il successo. Nel 1932 fondò insieme ad altri fotografi il “Gruppo f/64”, che si chiamò così perché tendevano a utilizzare l’apertura minima del diaframma in modo da avere il massimo della profondità di campo. Questo gruppo si caratterizzò per l’estremo rigore, per la perfezione tecnica e stilistica delle loro immagini, e rappresentò l’opposizione allo stile sdolcinato e falso dei fotografi pittorici che in quegli anni furoreggiavano ancora in California

Nel 1946, Edward Weston si ammalò di Parkinson. Riuscì a fotografare ancora per due anni, poi la malattia prese il sopravvento. Morì nel 1958 a Carmel, una cittadina affacciata sull’oceano a sud di San Francisco.

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There are photographers who are not content of reality as it appears to our eyes or even freeze frame a moment of life. Feel the need to go further, to transfigure things and real people around us to go deeper, reaching the top expression of painting and poetry. One of these photographers, one of the first, is no doubt Edward Weston. Illinois American, he starts taking pictures when he was very young, at the age of sixteen. At first he devoted himself to portraits, who was at home, going from House to House. In this early period followed the “pittorialismo”, that is the style that tended to make it look like the photos of the paintings, with a heavy intervention in the darkroom. With alterations, the photographers were trying to give painting effects to images, and so, with all of those who believed that photography was just a minor art, you betrayed the naturalness of photography. In addition, the portraits that were made, with the human figure that was highlighted with the soft focus effect of the background, resembled each other a little bit. Though Weston was greatly appreciated and this allowed him to move to California where he opened his own studio. It was at this time that he met Tina Modotti, the young Italian who became his mistress and they began to collaborate with him becoming a great photographer (we already told in this column the life and work of this revolutionary and half Italian half artist, always at the highest level). It is with Tina Modotti Edward Weston moved to Mexico in 1923, nl. There were doing their portraits, but they had no way to get in a round of great artists, too. It is from this period the portrait he did to Frida Kahlo, the famed Mexican painter. Those friendships influenced deeply Weston, who ended up abandoning the style and those who until then had made his fortune to venture on new roads. Was deeply impressed by avant-garde European art, particularly by Cubism, and his work changed dramatically. No more painterly, filed the blurry background, Weston began taking photos extremely simple and natural, characterized by neatness and precision. It began his quest for the pure form, beyond time and place: perfect lines, even a detail of the subject photographed, turning it so into something else, into an abstraction, in pure form. His famous nudes (Tina Modotti was his first model), where the bodies become a succession of curves, solids and voids, of light and shadow. The most famous is the one that depicts the nude models all turned in on itself, which looks like a single block just blank. But sometimes the frame framing a simple body detail, which almost it is hard to recognize, or the model is viewed from above while you are lying on the sand and seems to float in the air, in defiance of gravity. In one picture you see a naked woman behind a window, but it appears as if it were lifted from the ground, she is seen in its entirety in the Panel, with a surreal effect. And alienating the feeling also gives the woman floating in a dark blue water, with the rigid body and legs resting on the edge of the pool: the memory of a dream, to Salvador Dali. The same effect could get photographing shelling, Weston or desert landscapes, or of banali vegetables. Shells that seem to open into two, or vulvas, show the internal spiral reminiscent of the universe and that hypnotizes with his whirlwind. But with his goal Weston could turn a cabbage leaf in an elegant Chapel from suit, a lettuce cut in half in a psychedelic, a pepper in a Henry Moore sculpture. All that stared out at the eye of Edward Weston was transformed, becoming a metaphor of nature. In 1926 he returned permanently to California and developed this new style reaching success. In 1932 he founded together with other photographers ‘ group f/64 “, which was called so because they tended to use the minimum aperture of diaphragm in order to get maximum depth of field. This group is characterized by the extreme rigour, technical and stylistic perfection of their images, and represented the opposition to the style corny and fake pictorial photographers that in those years the rage back then still in California in 1946, Edward Weston became ill with Parkinson’s disease. Was able to photograph again for two years, then the disease took over. He died in 1958 in Carmel, a town overlooking the Ocean south of San Francisco.

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