ELLIOTT ERWITT

(Parigi 1928)

Il suo vero nome è Elio Romano Erwitz, francese di nascita, di famiglia ebrea di origine russa, cresciuto a Roma fino al 1938, quando il padre decise saggiamente di lasciare l’Europa per emigrare negli Stati Uniti, lontano dal fascismo e dalle leggi razziali.

Elliott Erwitt ora viene considerato ovviamente un americano a tutti gli effetti, ed è uno dei più eclettici fotografi del secondo dopoguerra. Dell’origine ebraica gli è rimasto senza dubbio quel tipico senso dell’umorismo che lo accomuna a Groucho Marx o al miglior Woody Allen.

Nel vecchio continente ci sarebbe tornato negli anni ’50, quando fu mandato in Francia e Germania come assistente fotografo dell’esercito americano. Fu in quel periodo che conobbe tanti fotografi famosi come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker. Quest’ultimo, che era stato uno dei promotori della fotografia documentarista negli anni della Grande Depressione, lo assunse alla Farm Security Administration per un progetto fotografico per la Standard Oil. Dopo questa esperienza, continuò lavorando come freelance, fino a quando venne assunto dalla Magnum, che gli diede notorietà e anche la possibilità di impegnarsi in progetti complessi in giro per il mondo.

Si accennava prima al suo senso dell’umorismo che lo ha sempre portato a vedere l’aspetto buffo in contesti serissimi. Come al Louvre di Parigi, dove ha fotografato un terzetto che, ignorando i capolavori che stanno intorno, guarda intensamente un biglietto affisso in mezzo ad una enorme cornice vuota. E al Prado di Madrid, quando ha immortalato un folto gruppo di maschi in ammirazione davanti alla “maya desnuda” di Francisco Goya e, accanto, una donna che guarda in perfetta solitudine la “maya vestida”.

Elliott Erwitt è stato paragonato a Henri Cartier-Bresson proprio per questa capacità di cogliere l’attimo, il momento fatidico che rende un’immagine fissa una storia. Alcune volte le sue foto sono chiaramente costruite, sempre con il piacere di stupire e divertire. Un esempio è il gruppo di giovani pittori riuniti in un atelier completamente nudi mentre la modella è vestita di tutto punto.

Il suo senso dell’umorismo viene fuori anche quando fotografa i suoi soggetti preferiti, i cani. Gli umani e i loro amici a quattro zampe si mischiano, si sovrappongono, con accostamenti che fanno subito sorridere. C’è anche quella foto della stanza con dei bambini mentre aldilà della finestra passa un gigantesco Snoopy: una immagine che potrebbe aver ispirato Wolfgang Becker per una delle scene più divertenti del suo delizioso film “Good Bye, Lenin”.

E sempre con stile leggero, Elliott Erwitt ci parla anche dell’amore, sia quando fotografa una bella mamma che guarda con tenerezza il suo bambino che dorme su un grande letto, sia quando coglie nello specchietto retrovisore di un’automobile lo smagliante sorriso di una giovane donna che sta per baciare il suo uomo. E c’è amore anche in quella famosissima immagine dell’uomo che salta con un ombrello in mano al Trocadéro di Parigi, con la torre Eiffel sullo sfondo e di lato una giovane coppia che amoreggia incurante della pioggia che viene giù a catinelle. E la stessa tenerezza si ritrova nell’anziana donna di Budapest che saluta commossa mentre il treno parte, o nella coppia vestita poveramente che balla romantica in un cucinotto piccolo piccolo.

Nella produzione di un fotografo famoso ed eclettico come Erwitt non potevano mancare i grandi personaggi. Da Marilyn Monroe sulla famosa grata che gli solleva la gonna a Jaqueline Kennedy a lutto che tiene stretta al petto la bandiera a stelle e strisce dopo il funerale del marito; da Richard Nixon che, da vice presidente Usa, discute animatamente con Nikita Kruscev, durante la storica visita del premier sovietico nel 1959, puntandogli l’indice al petto, al presidente francese Charles De Gaulle in visita a Mosca nel 1966 che chiacchiera in un salottino con i massimi dirigenti dell’Urss dell’epoca (si riconoscono Breznev, Kossyghin, Gromyco). E, ancora, il presidente americano Lyndon Johnson elegantissimo in smoking davanti ad una immensa folla altrettanto elegante e un Ernesto Che Guevara rilassato e sorridente, così diverso dalle immagini del “guerrillero heroico” che ci hanno proposto altri grandi fotografi.


His real name is Elio Romano Erwitz, French-born, Russian-Jewish family, grew up in Rome until 1938, when his father decided wisely to leave Europe for immigrating to the United States, away from fascism and racial laws. Elliott Erwitt is now considered to be obviously an American in every respect, and is one of the most eclectic photographers after World War II. Of Jewish origin he has left no doubt that typical sense of humor grouped to Groucho Marx or the best Woody Allen. In Europe we would have back in the 50 ‘s, when he was sent to France and Germany as an assistant photographer of the American army. It was at this time that he met many famous photographers as Edward Steichen, Robert Capa and Roy Stryker. The latter, who had been one of the promoters of documentary photography during the years of the great depression, the Farm Security Administration hired him for a photo project for Standard Oil. After this experience, he continued working as a freelance, until it was taken over by Magnum, which gave him notoriety and also the ability to engage in complex projects around the world. Mentioned before to his sense of humor that has always led to see the funny look in contexts very serious. Like the Louvre in Paris, where he photographed a threesome that, ignoring the masterpieces that are around, watch intently a note posted in the middle of a huge empty frame. And the Prado in Madrid, when he captured a large group of males in admiration in front of the “maya desnuda” by Francisco Goya and, next, a woman who looks in perfect solitude the “maya vestida”. Elliott Erwitt has been compared to Henri Cartier-Bresson precisely because of this ability to seize the moment, the fateful moment that makes a still image of a story. Sometimes his photos are clearly built with the pleasure to amaze and amuse. An example is the Group of young painters gathered in a Studio completely naked while the model is dressed to the nines. His sense of humor comes out even when photographing her favorite subjects, dogs. Humans and their four-legged friends are mixed, overlap, with combinations that are now smiling. There’s also the photos of the room with the kids while beyond the window passes a giant Snoopy: an image that might have inspired Wolfgang Becker for one of the scenes the funniest of his delightful film “Good Bye, Lenin”. And always with a light style, Elliott Erwitt speaks also of love, both when photographing a beautiful mom looking tenderly her baby sleeping on a big bed, both when a car in the rear view mirror captures the dazzling smile of a young woman kissing her man. And there is no love in that famous image of the man jumping with an umbrella in his hand at the Trocadero in Paris with the Eiffel Tower in the background and a young couple frolicking oblivious to the rain that comes down in buckets. And the same tenderness is found in elderly woman Budapest saluting moved as the train departs, or poorly dressed couple romantic dancing in a tiny little kitchen. In the production of a famous photographer and eclectic as Erwitt could not miss the great characters. By Marilyn Monroe in the famous grateful that raises her skirt to Jacqueline Kennedy in mourning holding narrow chest the stars and stripes after the funeral of her husband; by Richard Nixon, vice President Usa, argues heatedly with Nikita Khrushchev, during the historic visit of Soviet premier in 1959, at the index in the chest, to French President Charles De Gaulle visited Moscow in 1966 chatting in a living room with the top leaders of the USSR of the epoch (Brezhnev, Thank Kossyghin, recognize). And, again, the American President Lyndon Johnson very elegant in a tuxedo in front of an immense crowd equally stylish and Ernesto Che Guevara relaxed and smiling, so different from the images of “guerrillero heroico” which they proposed other great photographers.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *