Aleksandr Michajlovič Rodčenko

(1891-1956)

Ricordato come il padre della fotografia sovietica, esponente dell’avanguardia del xx secolo, Rodčenko rivoluziona l’immagine dando vita a un linguaggio unico, innovativo. Nasce con lui il “metodo Rodčenko”: la composizione diagonale, le prospettive scorciate, punti di ripresa insoliti dal basso verso l’alto e viceversa, un dettaglio ingrandito, un particolare di architettura. La bellezza della tecnologia, il teatro, il circo, lo sport sono solo alcuni dei temi a lui cari.

Figlio di uno scenografo e di una lavandaia, studia all’istituto d’arte di Kazan, dove conosce la futura moglie, artista e compagna di un’intera vita, Varvara Stepanova. Nel 1927, abbandona la pittura (ma mai del tutto) e si dedica alla fotografia, imbracciando una Leica. In quello stesso anno, la sua prima mostra fotografica, alla quale ne seguirono molte altre in patria e all’estero. Ma non piace alle autorità per il suo stile troppo occidentale, nel 1933 gli verrà ordinato di ritrarre solo eventi di stato.

Talento multiforme, eclettico e innovativo, scrive saggi teorici sulla fotografia introducendo il pensiero concettuale e l’ideologia costruttivista; il suo modo di concepire la natura della fotografia non più come mero riflesso della realtà ma strumento per la rappresentazione visiva di costruzioni intellettuali dinamiche opera un cambiamento radicale in un epoca (e in una società) in cui tutto é lineare, piatto.

L’obiettivo principale della sua poetica é trasformare il presente in nome del futuro, all’infinito.

Con la compagna Stepanova lavorò fino al 1940, quando abbandonò la fotografia per ritornare alla pittura. Muore nel 1956, a 65 anni.

A Palermo, in Sicilia, presso il Real Albergo dei Poveri, é tutt’ora in corso fino al 23 settembre 2018 la Mostra “Alexander Rodchenko. Revolution in Photography”.

Il percorso espositivo si apre con l’Autoritratto caricaturale del 1922, esposto accanto a un corpus di ritratti, in cui appaiono anche amici e familiari, e alle famose fotografie “La scalinata” (1930) e “Ragazza con una Leica” (1934), che incarnano integralmente i principi innovativi del “metodo Rodchenko”. Si prosegue con una selezione di immagini sulla realtà industriale raccolte nelle short series: “Fabbrica di automobili AMO”del 1929, dedicata al settore dell’industria automobilistica; “MoGES (Centrale Elettrica di Mosca)”, che documenta la nuova centrale elettrica nata nel 1927 e il lavoro degli operai. La verticalità delle moderne costruzioni viene ripresa nelle fotografie di architetture e particolari costruttivi, come la celebre “Scala antincendio (con un uomo)” del 1925. Le spettacolari parate di ginnasti e atleti sono protagoniste degli scatti che raccontano lo spirito dina mico e la nascente coesione sociale degli anni Trenta in Russia.


Remembered as the father of Soviet photography, exponent of the avant-garde of the twentieth century, Rodchenko revolutionizes image forming a language unique, innovative. He was born with “Rodchenko method”: the diagonal composition, prospects radius dimensions, unusual recovery points from bottom to top and vice versa, an enlarged detail, a particular architecture. The beauty of technology, theater, circus, sports are just some of the issues dear to him. Son of a set designer and a washerwoman, she studied at the Art Institute in Kazan, where he met his future wife, an artist and a lifetime companion, Varvara Stepanova. In 1927, he abandoned painting (but never entirely) and devoted himself to photography, waving a Leica. Later that year, his first photo exhibition, which was followed by many others at home and abroad. But I don’t like her style too Western authorities, in 1933 he will be ordered to portray events only.
Multiform, eclectic and innovative talent, writes theoretical essays on photography by introducing the conceptual thinking and the constructivist ideology; his way of thinking about the nature of photography is no longer as a mere reflection of reality but a tool for the Visual representation of a radical change in a dynamic intellectual constructions work time (and in a society) in which everything is linear, flat. The main focus of his poetry is transforming this in the name of the future, ad infinitum. With his partner Stepanova worked until 1940, when he left the photograph to return to painting. He died in 1956, at 65 years.
In Palermo, Sicily, at the Real Albergo dei Poveri, is still in progress until 23 September 2018 the exhibition “Alexander Rodchenko. Revolution in Photography “. The exhibition opens with the self-portrait caricature of 1922, exhibited alongside a body of portraits, they appear even friends and family, and to the famous photographs “the staircase” (1930) and “girl with a Leica” (1934), which embody the innovative principles of “Rodchenko method”. It continues with a selection of pictures for the industrial company gathered in short series: “LOVE car factory” of 1929, dedicated to the automotive industry; “MoGES (power station in Moscow),” which documents the new power plant born in 1927 and the work of the workers. The verticality of the modern construction resumes in photographs of architecture and construction details, like the famous “fire escape (to a man)” of 1925. The spectacular parades by gymnasts and athletes are protagonists of the shots that tell the spirit dina mico and the nascent social cohesion of the 1930s in Russia.
 

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